All’interno di ogni allevamento bovino, i vitelli hanno bisogno di particolare cura: è dagli esemplari più giovani che si parte per avere dei bovini adulti in piena salute. Proprio per questo, l’allattamento dei vitelli rappresenta una fase importante, che deve essere svolta con modalità e strumenti adeguati, sia che si parli di allattamento naturale che di allattamento artificiale.

In questo articolo, facciamo un po’ di chiarezza sull’allattamento dei vitelli e su come svolgerlo al meglio nel benessere dei bovini e dell’intero allevamento.

Allattamento naturale e artificiale: quali differenze?

L’allattamento dei vitelli, se svolto non correttamente o senza mettere al primo posto il benessere degli animali, incide in maniera rilevante sulla crescita del vitello, sulla produzione di latte della bovina madre, sul comportamento degli animali, nonché sui costi stessi che l’allevatore deve sostenere. Sia che si parli di allattamento naturale, sia artificiale, è quindi importante considerare le esigenze dell’animale e cercare di nutrire il vitello senza causargli stress.

Infatti, con la diffusione sempre più massiccia di un approccio intensivo all’interno degli allevamenti, la produttività ha assunto molta più importanza rispetto al benessere degli animali e si è andati sempre più verso un allattamento di tipo artificiale. Tuttavia, questa modalità implica l’allontanamento prematuro del vitello dalla madre, subito dopo il parto: ciò causa non solo un notevole stress per entrambi gli animali, ma – specie a causa dell’utilizzo di sostituti artificiali al latte materno – può anche portare a un’elevata mortalità dei piccoli, a un insufficiente sviluppo corporeo e della mammella, se non addirittura a danni epigenetici che si trasmettono, dunque, ai nuovi nati. D’altra parte, è vero anche che un allattamento di tipo artificiale permette al vitello di abituarsi più facilmente alla presenza umana.

L’allattamento naturale mantiene vivo il rapporto tra vitello e bovina: gli animali non vengono separati dopo il parto e l’allattamento si verifica più volte al giorno (dalle 6 alle 8 circa) a seconda delle sue esigenze, per circa 14 giorni. In seguito, il vitello inizia a essere inserito all’interno della mandria e viene gradualmente separato dalla madre; nelle fasi di allattamento vacca e vitello si ricongiungono per il tempo necessario all’alimentazione fino al momento dello svezzamento, che avviene dopo circa 8-9 mesi di vita del vitello. Naturalmente, l’allattamento naturale implica una grossa riduzione nella produzione di latte per la commercializzazione, dal momento che gran parte del latte prodotto della bovina viene utilizzato per l’alimentazione dei vitelli.

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Rispetto dell’animale con le soluzioni giuste

Nell’ottica di un allevamento più sostenibile e rispettoso degli animali, si stanno adottando anche modalità intermedie, volte a integrare le tecniche artificiali con il processo di allattamento naturale. Per esempio, i vitelli non sono più precocemente separati dalla vacca, ma l’allattamento naturale dalla mammella avviene solo in un primissimo momento, per far sì che il piccolo assuma il colostro, indispensabile per il suo sviluppo. In seguito, si passa a un allattamento con latte materno estratto precedentemente e somministrato con l’utilizzo di appositi secchi poppatoi e biberon.

I vantaggi di questo tipo di modalità “intermedia” sono diversi:

·        evitare lesioni alla mammella della vacca, causata dalle poppate frequenti e che possono generare infezioni e trasmissione di batteri anche al piccolo;

·        possibilità di somministrare al vitello del latte di altre vacche (le cosiddette balie), per non gravare su un solo esemplare e stimolare un’ulteriore produzione di latte, da poter commercializzare;

·        abituare il vitello gradualmente alla presenza umana e a un’alimentazione artificiale, preparandolo allo svezzamento e all’alimentazione tramite mangimi e foraggio;

·        rafforzamento del rapporto con l’allevatore e miglioramento del comportamento dell’animale all’interno dell’allevamento.

Facendo attenzione al benessere degli animali, dunque, si riesce a non creare stress o problematiche per loro e, allo stesso tempo, si mantiene una buona produttività e qualità di latte, commercializzabile a un elevato valore di mercato.

Conclusione

L’allattamento dei vitelli richiede attenzione: adottare modalità che non considerino da una parte le esigenze dell’animale e, dall’altra, quelle dell’allevatore, può portare a criticità di vario tipo. Per questo, un allattamento a metà, per così dire, tra approccio artificiale e naturale può riuscire a soddisfare tutte le necessità.

Fondamentale, per la buona riuscita dell’allettamento, è affidarsi a strumenti di alta qualità: su dairy-market puoi trovare non solo secchi poppatoi e biberon, ma anche accessori di ricambio e prodotti per la cura della mammella, indispensabili per prevenire eventuali infezioni.

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