Con l’arrivo delle stagioni più calde, il problema delle mosche nelle stalle è un aspetto che diventa centrale per garantire il benessere animale, la produttività e la biosicurezza aziendale. La maggior parte delle specie di insetti presenti negli allevamenti appartiene ai Ditteri Brachiceri e, a seconda dell'andamento stagionale, la presenza comincia a essere rilevata a partire dal mese di aprile fino al mese di ottobre, con picchi nei mesi estivi quando la temperatura è più elevata.
La costante presenza di questi insetti su varie porzioni anatomiche del corpo degli animali o semplicemente nei loro pressi, accresce progressivamente lo stato di stress: per proteggersi l’animale agita la coda, alza ripetutamente le zampe, scalcia e scuote la testa cercando sollievo. Questi dispendi energetici sul piano fisico passano troppo spesso inosservati, sebbene alla lunga portino riduzioni nell’accrescimento, del periodo di decubito e nelle produzioni di latte.
Da non sottovalutare poi l’abbassamento delle condizioni igieniche generali del complesso aziendale, in quanto le mosche sono tra i più pericolosi vettori di microrganismi patogeni, sia allo stadio di larva che adulto. Mastiti e infiammazioni cutanee e delle mucose sono solo alcuni dei frequenti esempi di danno fisico provocato dalle mosche.
Eppure ancora troppo spesso gli allevatori intraprendono una lotta diretta a suon di insetticida solo quando viene raggiunta una personale soglia di sopportazione.
I tipi di mosche che trovi nella tua stalla
Le mosche che infestano gli allevamenti possono essere divise in due gruppi: mosche lambitrici e mosche pungitrici.
Le mosche lambitrici si nutrono dei liquidi che gli animali emettono come le lacrime e la saliva; hanno un apparato boccale in grado di lambire e di suggere questi liquidi ma non sono in grado di pungere. Le mosche pungitrici invece hanno un apparato boccale adatto a pungere la pelle degli animali per succhiarne il sangue necessario come fonte di proteine per la maturazione delle uova. Infatti, sono gli esemplari femmina quelli che pungono.
In entrambi i casi gli animali allevati sono fortemente disturbati dalla loro presenza e questo causa una diminuzione consistente della produzione. Per questo motivo è necessario predisporre adeguati piani di gestione di questi infestanti.
Unisciti al
Canale degli Allevatori
su WhatsApp
Insetticida: il giusto modo per difendersi dalle mosche in allevamento
Il problema delle mosche ha purtroppo una ciclicità perpetua e ogni anno si manifesta prontamente; molto spesso le azioni di difesa tramite insetticidi o altri metodi, non risultano soddisfacenti senza un approccio programmatico.
Innanzitutto, ogni misura intrapresa dall’allevatore deve mirare a una sensibile riduzione della popolazione di mosche entro limiti sopportabili e supportabili, senza avere la pretesa di debellare completamente la popolazione infestante. È necessario essere consci che si combatte un nemico dalle incredibili potenzialità riproduttive e di adattamento che si trova in quello che per lui è il più florido ecosistema del mondo.
Nel concreto, le misure basilari per il controllo delle mosche in allevamento consistono prima di tutto nella corretta gestione delle deiezioni, supportata dalla pulizia generale del sito. Importante anche l’applicazione di insetticidi ad azione anti-larvale direttamente sulle deiezioni stanziali e nelle porzioni di lettiera non soggette a calpestio animale, o su ogni frazione organica semisolida soggetta a fermentazione che non viene asportata.
Il controllo degli adulti superstiti va poi effettuato attraverso l’applicazione di insetticidi specifici per mosche, da integrare con metodi fisici, esche attrattive e altre tecniche di cattura ecologica. L’approccio integrato sta acquisendo sempre più consensi tra gli allevatori, non solo per la maggiore sensibilità ambientale, ma soprattutto per i risultati forniti.
Sistemi naturali per eliminare le mosche dalla stalla
A fianco della corretta pulizia della stalla, si possono usare quindi metodi diretti per combatterle, ma naturali e nel rispetto dell’ambiente e dell’animale.
Una soluzione può essere quella di inserire nell’allevamento degli insetti predatori che si nutrano delle larve di mosca. Non è però semplice reperirli, quindi si può optare per animali più comuni in una fattoria, come galline e anatre, che volentieri si nutrono di mosche e altri insetti.
Un altro modo ecologico per sbarazzarsi delle mosche, conosciuto e usato soprattutto oltreoceano, è la cosiddetta trappola walk-through. Si tratta di un camminamento fornito di spazzole che, al passaggio delle vacche, scacciano le mosche posate sul loro dorso. Sopra il camminamento di trova una camera schermata dentro cui le mosche vengono attratte e finiscono intrappolate.
Un effetto insetticida analogo si può ricreare in modo artigianale disponendo, vicino alle spazzole grattaschiena, rotoli di carta moschicida o corde catturamosche: le mosche scacciate durante la grattatina finiranno con maggior probabilità dentro le nostre trappole.
Conclusione
Quella contro l’invasione delle mosche nel nostro allevamento è una battaglia difficile da vincere ma che è di fondamentale importanza combattere, e agire con tempestività e con i giusti prodotti può davvero fare la differenza. Affiancare a una accurata pulizia i sistemi insetticidi migliori è la mossa vincente: in commercio si trovano tante soluzioni per combattere le mosche, e anche su dairy-market trovi una selezione di prodotti perfetti per risolvere il problema delle mosche nella tua stalla.
E se hai qualche dubbio, o necessiti di informazioni specifiche su alcuni prodotti o di un preventivo personalizzato, contattaci, anche tramite WhatsApp. I nostri esperti sono pronti a darti tutte le risposte che cerchi.
