Quando si tratta di produzione di latte, non tutte le razze sono uguali: scegliere quella giusta per il proprio allevamento può tradursi in una notevole differenza di fatturato.
Le razze bovine da latte possono sono classificate secondo l'origine (italiane o estere) e l'attitudine (semplice, duplice o triplice).
L’attitudine è un criterio fondamentale nella scelta della razza, perché indica la loro specializzazione produttiva, cioè la capacità di produrre latte, carne o di svolgere lavoro, e di conseguenza permette all’allevatore di capire come trarrà reddito dall’animale. In base all’attitudine si possono classificare le razze in:
Razze a semplice attitudine: con un’attitudine funzionale prevalente latte o carne. Ad esempio, la Frisona è una razza a semplice attitudine da latte, mentre la Hereford è una razza a semplice attitudine da carne.
Razze a duplice attitudine: destinate alla produzione di latte e carne. Ad esempio, la Pezzata Rossa Friulana è una razza a duplice attitudine.
Razze a triplice attitudine: destinate alla produzione del latte, della carne e utilizzate come animali da lavoro. Ad esempio, la Piemontese è una razza a triplice attitudine.
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Razza bovina da latte: quale scegliere?
Sono davvero tante le razze bovine da latte presenti al mondo, e la scelta dipende certamente dal luogo in cui si trova l’allevamento, ma anche e soprattutto dagli obbiettivi produttivi dell’allevatore.
Le razze bovine da latte più importanti sono: Frisona, Bruna, Pezzata rossa Simmental, Rossa norvegese, Danese, Finlandese, Jersey e Ayrshire.
In Italia sono molto diffuse anche altre razze bovine da latte, come: Pezzata Rossa Friulana, Pinzgauer, Bianca Modenese, Rossa Reggiana, Rendena e Grigio Alpina. Si tratta in genere di razze a duplice attitudine, destinate quindi alla produzione di latte e carne.
La produzione di latte in Italia è concentrata nelle regioni della Pianura Padana, dove si allevano circa il 70% delle vacche da latte italiane. La produttività per vacca è aumentata negli ultimi anni grazie ai miglioramenti genetici, ma è ancora inferiore rispetto ai paesi nord-europei.
La razza Frisona
La razza bovina che produce più latte in Italia è la Frisona italiana, che appartiene al gruppo delle Holstein. Questa razza ha un mantello pezzato nero o pezzato rosso, con macchie nettamente delineate, le vacche hanno un’altezza di 130-150 cm e un peso di 550-800 kg e producono in media 10.285 kg di latte per lattazione, con un tenore di proteine del 3.4% e di grasso del 3.6%.
La Frisona italiana è diffusa in tutto il territorio nazionale, ma soprattutto nelle regioni del Nord Italia. È una razza bovina originaria della regione della Frisia, tra i Paesi Bassi e la Germania. È una razza a semplice attitudine da latte, che ha raggiunto un’altissima produzione di latte grazie ai miglioramenti genetici. La Frisona è diffusa in tutto il mondo ed è conosciuta anche come “Friesian Cattle” o "Holstein-Friesian Cattle".
In Italia, l’associazione che si occupa della gestione del Libro Genealogico della Frisona Italiana è l’ANAFI (Associazione Nazionale Allevatori Frisona Italiana).
La Bruna e la Rossa norvegese
Tra le razze ad alta produttività di latte troviamo la Bruna, una razza bovina originaria della Svizzera a semplice attitudine da latte, che produce in media 7.425 kg di latte per lattazione, con un tenore di proteine del 3.59% e di grasso del 4.05%. La Bruna è diffusa in quasi tutta l’Italia, soprattutto nelle zone di montagna e collina, dove si adatta bene al pascolo
In passato era chiamata Bruna Alpina ed era una razza a duplice o triplice attitudine (latte, carne e lavoro). Negli anni '50 la selezione genetica ha privilegiato l’attitudine lattifera, rendendo la Bruna una razza specializzata nella produzione di latte. Dal 1981 la Bruna Alpina viene chiamata con il nome di Bruna Italiana.
Tra le razze specializzate nella produzione di latte troviamo anche la Rossa norvegese, una razza a duplice attitudine, destinata alla produzione di latte e carne. La Rossa norvegese produce in media 10.000 kg di latte all'anno, con un tenore di proteine del 3.5% e di grasso del 4.2%.
Oggi questa razza è leader a livello mondiale per fertilità e salute. La Rossa norvegese ha una bassa incidenza di mastiti, chetosi e problemi riproduttivi. Ha anche una buona resistenza al freddo e al caldo.
In Italia, la razza Rossa norvegese è presente soprattutto nelle regioni del Nord-Est, dove viene utilizzata per l'incrocio con altre razze da latte.
Bovini da latte: altre razze
Sono molte le razze di bovini da latte nel mondo, solo per citarne alcune possiamo ricordale la razza Danese, originaria delle isole al largo della costa danese che produce in media 6.500 kg di latte per lattazione, con un tenore di proteine del 3.5% e di grasso del 4.2%.
La Western Finncattle, una razza di origini finlandesi che produce in media 6.435 kg di latte per lattazione, con un tenore di proteine del 4.4% e di grasso del 4.5%.
La razza Jersey, una razza bovina di origine inglese, una razza a semplice attitudine da latte, che produce un latte molto grasso e ricco di proteine ed è diffusa in molti paesi del mondo, tra cui l'Italia, dove viene allevata soprattutto nelle zone della Campania per la produzione di fior di latte. Produce in media 5.000 kg di latte per lattazione, con un tenore di proteine del 4.4% e di grasso del 4.5%.
La razza Ayrshire, proveniente dal sud-ovest della Scozia, una razza rustica, resistente e adattabile a diverse condizioni climatiche e nutrizionali. Ha anche una buona fertilità, longevità e facilità al parto. Produce in media 6.000 kg di latte per lattazione, con un tenore di proteine del 3.4% e di grasso del 4.1%. Il latte ha una buona resa alla caseificazione per la finezza dei globuli di grasso.
Le sfide per chi produce latte
Il settore lattiero-caseario in Italia e nel mondo si trova oggi ad affrontare sfide sempre più complesse: la crescente domanda di latte e derivati da parte dei paesi emergenti - in particolare la Cina e l'India - ad esempio, richiede una maggiore competitività e qualità dei prodotti esportati.
Ma la volatilità dei prezzi del latte e delle materie prime, influenzata dalle condizioni climatiche, dalla speculazione finanziaria e dalle politiche commerciali, sta complicando la vita a molti allevatori.
C’è un’urgente necessità di innovare i processi produttivi e trasformativi, per aumentare l'efficienza, la sostenibilità e la sicurezza alimentare del settore lattiero-caseario.
Una risposta può arrivare dalla valorizzazione delle razze bovine autoctone e dei prodotti tipici locali, per preservare la biodiversità e la cultura del territorio, soprattutto oggi, con i consumatori che sono consapevoli e responsabili nel consumo di latte e derivati, promuovendo uno stile di vita sano e rispettoso dell'ambiente.
